Expo, olive ascolane in vetta classifica

(ANSA) – ANCONA, 1 NOV

Sono le olive ascolane il cibo marchigiano più gettonato ad Expo, tanto che nei sei mesi

ne sono distribuiti circa mille chilogrammi al Padiglione della Coldiretti, davanti a pesche

della Valdaso e Montelabbate, salame di Fabriano, ciauscolo e vino di visciole.

E’ emerso dal bilancio regionale dell’evento. Per quanto riguarda la presenza delle Marche

sono state 15mila le persone coinvolte.

Cinque le tonnellate di prodotti agroalimentari made in Marche consumati, oltre alle olive.

 

Olive all'ascolana

Olive ascolane

 

 

fonte ANSA

http://www.ansa.it/marche/notizie/2015/11/01/expo-olive-ascolane-in-vetta-classifica_1759d390-6cb6-42d5-80cf-6a3a7eb06317.html

History of the Ascolana olives (olive ascolane)

Olive all'ascolana

 

Ascolana olives are the main important product of our culinary tradition.its origins to can be traced back to XIX century,after the unification of italy. It is a product of noble origins as chefs of the aristocracy of Ascoli Piceno began to fill whit meat,cheeses and spices the pitted green olives,cheracteristics of the Piceno area.

#olive ascolane

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Quando Napoleone mangiò il Supplì alla romana

 Supplì al pomodoro

Si racconta che l’origine del nome risalga al periodo in cui Roma venne occupata dall’esercito di Napoleone, sembra difatti che intorno al 1800 i francesi chiamassero surpris, sorpresa, questa meravigliosa polpetta di riso fritta con all’interno un impasto dal sapore unico e gustoso.

Con l’aggiunta della mozzarella intorno al 1950 il nome da ‘la supplì’ si trasforma in ‘il supplì al telefono’ o supplì alla romana, vista la particolarità della mozzarella stessa di creare, una volta diviso il supplì dopo la cottura in olio bollente, un filo che congiunge le due parti.

Un tempo esisteva anche il venditore di supplì che girava la sera per i vicoli di Roma con uno caldavivande appeso ad un braccio strillando
“Calli bollenti! Supplì di riso!”

Buon appetito!

 

Mangiare olive ascolane fa bene

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L’oliva ripiena ascolana è un piatto sfizioso che svolge un ruolo benefico per la qualità degli alimenti presenti nel ripieno e nella panatura esterna, e per gli effetti positivi dell’oliva in sé.
Presenta un totale di 230 Kcal per 100 g di cui 10,5 g di proteine, 24 g di carboidrati e 10,5 g di grassi.

In un fabbisogno giornaliero da circa 2000 kcal, ad esempio, secondo la dieta mediterranea, il 55% dovrebbe essere rappresentato dai carboidrati, 10-15% di proteine e il 25-30% dai lipidi ad ogni pasto, e, l’oliva ascolana con le sue 230 kcal può essere consumata come un antipasto o far parte di un secondo piatto, in quanto sono un’ottima fonte proteica perché i suoi 10,5 g di proteine corrispondono a un 18%, una media fonte di carboidrati, 41% e la quota dei grassi è leggermente superiore ma sono “grassi buoni”.

Analizzando i singoli alimenti l’oliva verde procura vantaggi in termini di antiossidanti e anti-infiammatori ed ha un modestissimo contenuto in proteine ( 0,8%) e in carboidrati ( 1%).
I lipidi sono certamente abbondanti ( 15 g), ma quelli presenti in quantità elevate sono acidi grassi monoinsaturi (70 g/100g circa) con una buona quota anche di acidi grassi polinsaturi ( 9 g/100 g circa).

I lipidi contenuti nelle olive verdi sono per la maggior parte appunto monoinsaturi, con una presenza importante di acido oleico, che tra i monoinsaturi è il più benefico ed ha un’azione anticancro.

Inoltre l’acido oleico ha una azione ipocolesterolemizzante in quanto riduce i livelli di colesterolo totali e riduce anche le LDL.
Rispetto ai polinsaturi non riduce il colesterolo HDL ( il cosiddetto “colesterolo buono”).
L’oleico riduce i livelli glicemici dopo pasto nei pazienti diabetici.
In termini di contenuto di fitonutrienti, le olive sono a dir poco stupefacenti.

I fitonutrienti sono delle sostanze che possono prevenire l’insorgenza di alcune malattie e a preservare il corretto funzionamento del nostro organismo.
Per esempio l’idrossitirosolo, è un fitonutriente trovato nell’oliva capace di giocare un ruolo fondamentale nella prevenzione del cancro.

Inoltre nel ripieno sono presenti carni miste e parmigiano. La panatura esterna è fatta con l’uovo e pangrattato.
Da sottolineare l’importanza delle proteine presenti nella carne e nell’uovo che risultano le migliori dal punto di vista qualitativo, in quanto presentano tutte e nove gli aminoacidi essenziali e in grandi quantità ( essenziale significa che l’organismo non è capace di sintetizzare certi alimenti che vanno introdotti con l’alimentazione).
Queste proteine, inoltre, hanno una digeribilità elevata. In particolare l’uovo è considerato al primo posto per l’elevato valore biologico e per la digeribilità, seguito dal latte, dalla carne e dal pesce.

Altra qualità nutrizionale della carne è il basso contenuto di lipidi (5-15%) con prevalenza di acidi grassi insaturi.
La carne, inoltre, costituisce pure una importante fonte di vitamine del gruppo B: tiamina, riboflavina ( che è molto più elevata nella carne suina, altro ingrediente delle olive ascolane), niacina e vitamina B12 di cui la carne è l’unica fonte alimentare.
La carne è importante come fonte di minerali con elevata disponibilità: ferro e zinco.
Il ferro che troviamo nella carne è di tipo eme che permette di aumentare la sua biodisponibilità ossia il suo assorbimento; inoltre la carne ( in quanto fonte proteica) è uno dei fattori favorenti l’assorbimento del ferro.

L’altro ingrediente del ripieno delle olive ascolane è il parmigiano, che riveste un ruolo importante per il suo contenuto di calcio, intorno a 1300 mg/100g.
L’apporto giornaliero di calcio è intorno a 600 mg e con il parmigiano ne copriamo una buona parte.

Le olive ascolane risultano, quindi, un piatto assai gradevole, completo con ottime proprietà nutrizionali, adatto a tutti, grandi e piccini.

Bachetti Food: i piatti della tradizione ora hanno un sapore internazionale

Olive all'ascolanaDall’attenzione al territorio e dalla qualità dei prodotti che hanno caratterizzato Specialità dei Piceni nasce Bachetti Food, un nuovo marchio che guarda all’internazionalizzazione pur tenendo le radici ben salde nelle tradizioni culinarie picene.

Grazie alla crescente affermazione sul territorio nazionale e all’investimento in tecnologie innovative, Bachetti Food oggi produce anche piatti tipici di altre regioni italiane con la stessa competenza e la stessa cura dei dettagli che caratterizza da sempre il ciclo produttivo.

Nella grande distribuzione del freddo si affermano l’artigianalità e la genuinità dei prodotti, incarnate nel simbolo del picchio. Questa immagine accompagna la famiglia Bachetti sin dal 1982 e manifesta il profondo legame con il territorio piceno, il cui nome deriva appunto dal latino picus, picchio. Da questo simbolo nasce il nuovo marchio che, mantenendo una continuità di colori con il logo tradizionale, è rivisitato in chiave moderna per esprimere la filosofia Bachetti Food: innovazione costante fondata sulla qualità e la tradizione.